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Cosa succede se non raggiungi i 150 crediti ECM?

Non raggiungere i 150 crediti ECM nel triennio formativo espone il professionista sanitario a tre livelli di conseguenze distinte: sanzioni disciplinari da parte dell'Ordine di appartenenza, rischio di perdita della copertura assicurativa RC professionale e limitazioni concrete nell'accesso a concorsi pubblici e incarichi. In questo articolo ti mostriamo cosa rischia il professionista che rimane sotto soglia per costruire piani di recupero prima che il problema diventi irreversibile.

27 agosto 20265 minuti di letturaECM
ProcessiCompliance
Il quadro attuale: 150 crediti nel triennio 2026-2028
Dentro l'articolo
01Il quadro attuale: 150 crediti nel triennio 2026-202802La soglia critica: il 70% dell'obbligo03Sanzioni disciplinari: come funziona la gradualità04Il rischio meno visibile: la copertura assicurativa

Non raggiungere i 150 crediti ECM nel triennio formativo espone il professionista sanitario a tre livelli di conseguenze distinte: sanzioni disciplinari da parte dell'Ordine di appartenenza, rischio di perdita della copertura assicurativa RC professionale e limitazioni concrete nell'accesso a concorsi pubblici e incarichi. In questo articolo ti mostriamo cosa rischia il professionista che rimane sotto soglia per costruire piani di recupero prima che il problema diventi irreversibile.

Il quadro attuale: 150 crediti nel triennio 2026-2028

Dal 5 marzo 2026 è aperto in modo ufficiale il nuovo triennio formativo ECM, disciplinato dalla Delibera n. 1/2026 della Commissione Nazionale per la Formazione Continua. L'obbligo resta invariato rispetto ai trienni precedenti: 150 crediti complessivi, distribuiti con un minimo di 25 e un massimo di 75 crediti per anno, entro il 31 dicembre 2028.

Questa struttura triennale, e non annuale, è spesso fraintesa: molti professionisti pensano di avere tempo fino all'ultimo mese del 2028 per recuperare tutto insieme. Non è così. Il vincolo del minimo annuale (25 crediti) impedisce di concentrare l'intero obbligo nell'ultimo periodo e chi resta a zero per uno o due anni consecutivi entra già in una posizione di scostamento che gli Ordini professionali possono rilevare durante i controlli intermedi.

La soglia critica: il 70% dell'obbligo

Il dato che cambia davvero la sostanza della domanda "cosa succede se non arrivo a 150" è la soglia del 70%, pari a 105 crediti. Sopra questa soglia, il professionista è considerato in regola nella sostanza, anche se non ha raggiunto l'obiettivo pieno. Sotto i 105 crediti, scattano le conseguenze più serie, comprese quelle che toccano la copertura assicurativa.

Ma cosa rischia il professionista? Continua a leggere per scoprirlo

Sanzioni disciplinari: come funziona la gradualità

Gli Ordini professionali (Medici, Infermieri, Farmacisti, Odontoiatri e le altre professioni sanitarie soggette a obbligo ECM) ricevono con cadenza periodica da COGEAPS il quadro di chi ha raggiunto l'obiettivo formativo e chi no. In base al Decreto Legislativo 502/1992 e ai regolamenti disciplinari di categoria, la risposta dell'Ordine a un'inadempienza segue una scala graduata:

  • richiamo o avvertimento formale, per un primo scostamento non grave
  • censura, se lo scostamento persiste dopo la segnalazione
  • sospensione dall'albo, fino a sei mesi, per inadempienze reiterate
  • radiazione, riservata ai casi più gravi, che compromette la possibilità stessa di esercitare la professione
Nella pratica, gli Ordini non applicano quasi mai la sanzione più severa al primo scostamento: prima arriva una richiesta di regolarizzazione, con un termine per recuperare i crediti mancanti. È in questa finestra temporale che un dossier formativo aggiornato fa la differenza.

Il rischio meno visibile: la copertura assicurativa

 La conseguenza che genera più preoccupazione tra i professionisti sanitari, ed è entrata in vigore a pieno titolo proprio nel 2026, riguarda la responsabilità civile professionale. La Delibera n. 1/2026 ha incorporato la proroga della Legge 26/2026 stabilendo che il mancato raggiungimento almeno del 70% dell'obbligo formativo può incidere sull'efficacia della copertura assicurativa RC professionale, obbligatoria sia per chi lavora in struttura sia per i liberi professionisti.

In concreto, in caso di contenzioso per responsabilità professionale, un professionista sotto la soglia del 70% rischia che la compagnia assicurativa contesti la validità della polizza, o che il mancato aggiornamento formativo venga usato come elemento a sfavore nella valutazione della colpa professionale.

E il triennio 2023-2025? La proroga al 2028

Chi non aveva completato l'obbligo del triennio 2023-2025 entro la scadenza naturale del 31 dicembre 2025 non è fuori regola in automatico, la stessa delibera ha spostato il termine ultimo per la regolarizzazione del triennio 2023-2025 al 31 dicembre 2028


Come i provider possono prevenire lo scostamento

Per chi eroga formazione ECM, il tema del mancato raggiungimento dei crediti non riguarda solo il singolo professionista: riguarda la capacità del provider di offrire un percorso formativo tracciabile, con visibilità chiara sullo stato di avanzamento di ogni iscritto rispetto ai 150 crediti e al minimo annuale di 25.

I punti dove un gestionale ECM fa la differenza concreta:

Monitoraggio in tempo reale del dossier formativo. Sapere chi è sotto il minimo annuale a metà anno, non a dicembre, permette di intervenire con corsi mirati prima che lo scostamento diventi strutturale. Un professionista fermo a 10 crediti a giugno del secondo anno del triennio è già in ritardo rispetto al minimo di 25 crediti/anno: individuarlo in quel momento, invece che a fine 2028, cambia in modo netto le opzioni disponibili per recuperare.

Alert automatici sulle soglie critiche. Un sistema che segnala quando un professionista si avvicina al 70% dell'obbligo evita che la scoperta arrivi solo al momento del controllo dell'Ordine. La differenza tra un alert a 110 crediti mancanti e la scoperta della soglia sforata a scadenza triennio è, in pratica, la differenza tra un piano di recupero gestibile e una corsa contro il tempo con conseguenze già scritte.

Reportistica pronta per COGEAPS. Comunicazioni puntuali e senza errori riducono il rischio che un ritardo amministrativo del provider si traduca in una discrepanza nel libretto formativo del professionista, con conseguenze che ricadono su chi non ha colpa diretta. Un evento erogato a norma ma comunicato in ritardo al COGEAPS può far apparire un professionista sotto soglia quando in realtà ha già maturato i crediti necessari.

Percorsi di recupero mirati. Identificare in anticipo chi ha un deficit di crediti consente di proporre corsi FAD asincroni ad alta resa in termini di crediti, utili proprio nelle fasi finali del triennio, quando il tempo a disposizione per la formazione residenziale si riduce.

Un provider che vuole evitare che i propri iscritti scoprano lo scostamento a ridosso della scadenza ha bisogno di visibilità continua sul dossier formativo di ognuno, non di un controllo manuale a fine triennio. Richiedi una demo gratuita di ProMate per vedere come il calcolo automatico dei crediti e gli alert sulle soglie critiche possono essere integrati nel tuo processo di gestione ECM.

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